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Cybersecurity nel manufacturing: rischi e protezione per le imprese

La cybersecurity nel manufacturing sta assumendo un peso sempre maggiore anche in Italia. La digitalizzazione degli impianti, l’interconnessione tra sistemi IT e ambienti produttivi e il ricorso crescente ad accessi e servizi remoti offrono nuove possibilità alle imprese, ma ampliano anche la superficie esposta alle minacce informatiche.

A fotografare il fenomeno è il Rapporto Clusit Manufacturing H1 2026. Nel primo semestre dell’anno sono stati registrati 45 incidenti nel settore manifatturiero su 245 complessivi in Italia, pari al 18,4% del campione osservato nel Paese. Nel 2025 erano stati 63 su 507, con un’incidenza del 12,4%. 

Un dato da leggere con la necessaria cautela. L’analisi Clusit, a cui Hypergrid è associata, prende infatti in considerazione gli incidenti cyber noti e divenuti di pubblico dominio, e non la totalità degli eventi che possono essersi verificati. Inoltre, sulla fotografia italiana incidono fattori come la struttura produttiva del Paese, la composizione del campione e il livello di visibilità degli incidenti. Il quadro completo è disponibile
nel 🔗 Rapporto Clusit Manufacturing H1 2026.

Il peso degli attacchi

Il confronto con lo scenario internazionale rende il dato italiano ancora più significativo. Nel primo semestre 2026 il manufacturing rappresenta infatti il 5,4% degli incidenti globali analizzati da Clusit, contro il 18,4% di quelli italiani. In termini relativi, quindi, il peso del settore nel nostro Paese è più di tre volte superiore rispetto a quello osservato a livello globale. 

Questo non significa automaticamente che le imprese manifatturiere italiane siano più vulnerabili. Il dato va interpretato tenendo conto delle caratteristiche del sistema produttivo nazionale e della diversa disponibilità di informazioni sugli incidenti. Mostra però chiaramente quanto il comparto industriale abbia assunto un ruolo rilevante nel panorama della cybersecurity italiana.

Perché il settore manifatturiero è sotto attacco

Una delle ragioni è strettamente legata alla continuità operativa. Per un’azienda manifatturiera, un incidente informatico può andare ben oltre l’indisponibilità di dati, applicazioni o postazioni di lavoro. Quando vengono coinvolti sistemi che supportano la produzione, le conseguenze possono estendersi alle linee produttive, alle consegne e alla capacità dell’impresa di mantenere operative le proprie attività.

Il Rapporto Clusit evidenzia come l’indisponibilità dei sistemi possa tradursi rapidamente in fermo della produzione, ritardi nelle consegne, perdita di capacità operativa e ripercussioni sulla supply chain. È proprio il costo potenzialmente elevato di un’interruzione a rendere il comparto particolarmente interessante per il cybercrime.

La sicurezza informatica, quindi, non riguarda più soltanto la protezione dei sistemi IT. Nel manufacturing significa sempre più spesso proteggere la capacità dell’impresa di continuare a produrre.

Cybercrime e malware dominano gli incidenti

Anche la matrice degli attacchi offre indicazioni molto chiare. Nel manufacturing italiano il cybercrime rappresenta il 98% degli incidenti sia nel 2025 sia nel primo semestre 2026. Hacktivism, espionage e information warfare mantengono invece un peso residuale. 

Sul fronte delle tecniche utilizzate, nel primo semestre 2026 il malware rappresenta circa l’89% degli incidenti registrati in Italia, rispetto al 76% del 2025. Nello stesso periodo, i casi classificati come Undisclosed, per i quali la tecnica non è pubblicamente disponibile, scendono dal 21% al 7%. Clusit invita però a non attribuire questa variazione a una sola causa. L’aumento potrebbe riflettere una maggiore incidenza delle campagne malware e ransomware, ma anche una migliore capacità di rilevare, classificare e descrivere gli incidenti. 

La gravità degli attacchi resta elevata

Il numero degli incidenti racconta soltanto una parte del problema. Per comprenderne la portata è necessario considerare anche il livello di impatto. Nel primo semestre 2026 gli incidenti del manufacturing italiano classificati come High salgono dall’81% al 91%, mentre quelli Critical scendono dal 13% al 7%.

Complessivamente, quindi, il 98% degli incidenti osservati ricade nelle due classi di maggiore severità. La riduzione della componente Critical non equivale perciò a una diminuzione sostanziale del rischio. Quasi tutti gli incidenti andati a buon fine continuano ad avere conseguenze significative per le organizzazioni coinvolte.

Ed è proprio questo aspetto a rendere centrale non soltanto la prevenzione, ma anche la capacità di reagire e ripristinare rapidamente sistemi e servizi.

Proteggere l’IT significa proteggere la produzione

Nel settore manifatturiero il confine tra sicurezza informatica e continuità aziendale è sempre meno netto. Sistemi informativi, macchinari, sensori, piattaforme di gestione, accessi remoti e fornitori fanno ormai parte di un ecosistema sempre più interconnesso. Di conseguenza, anche il perimetro da proteggere diventa più ampio e complesso.

Clusit sottolinea come il rischio non coincida più soltanto con il perimetro tecnologico diretto dell’impresa, ma possa estendersi all’intera catena del valore, anche per effetto della crescente interconnessione delle supply chain. 

In questo scenario non è sufficiente concentrarsi esclusivamente sulla possibilità di impedire un attacco. Occorre anche essere in grado di individuarlo rapidamente, limitarne gli effetti e ripristinare le attività in tempi compatibili con le esigenze dell’azienda.

Come rafforzare la cybersecurity 

Un approccio efficace parte dalla conoscenza dell’infrastruttura: sapere quali sistemi sono presenti, quali servizi risultano esposti e quali accessi possono rappresentare un punto di ingresso.

Da qui è possibile intervenire sulle vulnerabilità, proteggere gli accessi, segmentare correttamente gli ambienti e monitorare gli eventi di sicurezza.

Un ruolo altrettanto importante è svolto dalla protezione dei dati e dalla capacità di recupero. Backup affidabili e protetti da modifiche non autorizzate, insieme a strategie di Disaster Recovery, possono ridurre gli effetti di un incidente quando le misure preventive non sono sufficienti.

Nel Rapporto Clusit vengono richiamati in particolare governance, segmentazione degli ambienti, business continuity, disaster recovery e gestione coordinata della crisi, insieme alle attività di protezione e detection. 

La cybersecurity diventa così un percorso che combina prevenzione, monitoraggio e capacità di risposta, invece di affidarsi a singoli strumenti adottati in modo isolato.

Le soluzioni Hypergrid per la sicurezza aziendale

I dati sul manufacturing mostrano quanto la cybersecurity debba ormai essere considerata parte integrante della continuità operativa.

Hypergrid affianca aziende e organizzazioni nella protezione di infrastrutture, dati e accessi con servizi dedicati alla cybersecurity, alla valutazione delle vulnerabilità, al monitoraggio, al backup e al Disaster Recovery.

Sul 🔗 sito Hypergrid è possibile approfondire le diverse soluzioni disponibili e individuare quelle più adatte alle caratteristiche della propria infrastruttura.

Per alcune esigenze è inoltre possibile partire direttamente dall’ 🔗 e-Shop Hypergrid, dove è disponibile una selezione di servizi digitali e di sicurezza acquistabili online, con il supporto del team Hypergrid quando sono necessarie configurazioni o integrazioni specifiche.

Nel manufacturing, proteggere sistemi e dati significa sempre più spesso proteggere la capacità produttiva dell’impresa. La cybersecurity diventa quindi una componente della continuità operativa, della resilienza e, in ultima analisi, della capacità dell’azienda di mantenere attivi i propri processi anche di fronte a un incidente. 

Valuta con il nostro team le soluzioni più adatte alle esigenze della tua organizzazione. Se vuoi conoscere meglio le nostre soluzioni, contattaci. Con una consulenza completamente gratuita potrai scoprire come possiamo aiutarti. Puoi chiamarci al numero +39 0382 528875, scriverci all’indirizzo info@hypergrid.it, visitare il nostro sito, o più semplicemente, cliccare il pulsante qui sotto per prenotare un appuntamento online gratuito con il nostro team.


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