
Acquistare un nuovo server non è sempre la risposta migliore quando un’azienda ha bisogno di maggiore capacità IT. Può essere necessario ospitare un nuovo gestionale, creare un ambiente di sviluppo, mettere online un’applicazione, aumentare lo spazio disponibile per dati e database oppure attivare rapidamente un server destinato a un nuovo progetto.
In tutti questi casi il cloud offre un’alternativa all’acquisto e alla gestione di nuova infrastruttura fisica: capacità di calcolo, memoria, storage e risorse di rete possono essere utilizzati come servizi e dimensionati in funzione delle necessità. È questo il principio dell’Infrastructure as a Service, o IaaS, il modello sul quale si basa anche yCloud di Hypergrid.
A cosa può servire il cloud in azienda?
Il cloud permette di creare e utilizzare risorse IT senza doverle necessariamente associare a nuovi server fisici installati in azienda. Uno degli esempi più immediati è rappresentato dalle macchine virtuali: server creati all’interno dell’infrastruttura cloud ai quali possono essere assegnati CPU, memoria, spazio disco e connettività in funzione del servizio che devono svolgere.
Una macchina virtuale può, ad esempio, ospitare un gestionale, un database, un’applicazione web oppure essere utilizzata come ambiente di sviluppo e test. Più VM possono inoltre essere destinate a funzioni differenti, mantenendo separati applicazioni, dati e servizi.
Il cloud può quindi essere utilizzato per:
- creare macchine virtuali dedicate a specifiche applicazioni o progetti;
- ospitare gestionali, database e servizi web;
- predisporre ambienti di sviluppo e test;
- mettere a disposizione sistemi accessibili da più sedi;
- aumentare capacità di calcolo o spazio di archiviazione quando cambiano le esigenze;
- affiancare l’infrastruttura presente in azienda;
- realizzare ambienti destinati alla business continuity e al disaster recovery.
Non significa necessariamente trasferire nel cloud tutta l’infrastruttura aziendale. È possibile mantenere alcuni sistemi in locale e utilizzare risorse cloud soltanto per determinati workload, costruendo un modello ibrido coerente con le esigenze dell’organizzazione.
Dal server fisico alla macchina virtuale
Uno degli elementi centrali di questo modello è la macchina virtuale, o VM. Una macchina virtuale è un sistema creato tramite software al quale vengono assegnate risorse come CPU, memoria RAM, storage e connettività di rete. Per chi la utilizza può svolgere le stesse funzioni di un server fisico: eseguire un sistema operativo, ospitare applicazioni, gestire database e conservare i dati necessari al funzionamento dei servizi. La differenza è che quelle risorse non appartengono necessariamente a un singolo server installato fisicamente nei locali dell’azienda.
Immaginiamo, ad esempio, di dover introdurre una nuova applicazione aziendale. In un modello tradizionale potrebbe essere necessario scegliere un server, acquistarlo, installarlo e dimensionarlo anche in previsione delle esigenze future. In un ambiente cloud è invece possibile creare una macchina virtuale e attribuirle le risorse necessarie.
Se successivamente nasce un secondo progetto, può essere creata un’altra VM. Se aumenta lo spazio richiesto dai dati oppure servono maggiori risorse di elaborazione, l’infrastruttura può essere adeguata in funzione delle possibilità offerte dal servizio.
Perché utilizzare una macchina virtuale?
Il vantaggio non consiste soltanto nell’evitare l’acquisto di un nuovo server fisico. Una macchina fisica viene normalmente dimensionata considerando anche le necessità future. Questo può significare acquistare fin dall’inizio capacità che resterà inutilizzata oppure, al contrario, scoprire dopo qualche tempo che l’hardware disponibile non è più sufficiente.
Un’infrastruttura virtualizzata consente invece di ragionare in termini di risorse. CPU, RAM, storage e rete possono essere assegnati alle diverse macchine virtuali in funzione dei workload che devono sostenere. L’azienda può così creare ambienti separati per applicazioni, database, sviluppo, test o nuovi progetti senza dover associare necessariamente ogni servizio a una nuova macchina fisica. Questa possibilità diventa particolarmente utile anche per esigenze temporanee, migrazioni, sperimentazioni o servizi il cui carico può cambiare nel tempo.
Anche i dati possono risiedere nel cloud
Quando si parla di cloud non bisogna pensare soltanto alla capacità di calcolo. Lo storage, cioè lo spazio destinato ai dati, è una componente essenziale dell’infrastruttura. Una macchina virtuale può quindi disporre dello spazio necessario per ospitare database, documenti, file applicativi e altre informazioni utilizzate dai sistemi aziendali. Per un’impresa questo significa poter affidare al cloud non soltanto l’esecuzione di un’applicazione, ma anche i dati necessari al suo funzionamento. Ed è proprio quando nel cloud iniziano a risiedere informazioni aziendali che diventa particolarmente importante sapere dove si trovano quei dati e chi gestisce l’infrastruttura che li ospita.
yCloud: l’infrastruttura cloud di Hypergrid
yCloud è il servizio IaaS di Hypergrid dedicato alla creazione e alla gestione di infrastrutture virtuali. La piattaforma, basata su Apache CloudStack, mette a disposizione risorse virtualizzate con cui aziende ed enti possono costruire i propri ambienti cloud. CPU, memoria RAM, storage e connettività possono essere utilizzati per creare server virtuali destinati ad applicazioni, database, servizi web e altri workload aziendali.
L’azienda può quindi scegliere quali sistemi mantenere sulla propria infrastruttura e quali trasferire o creare direttamente in yCloud. Questo permette di adottare il cloud anche progressivamente, senza dover necessariamente riprogettare in un’unica fase l’intera infrastruttura IT.
Sovranità dei dati
La scelta di un provider cloud non riguarda soltanto prestazioni e quantità di risorse disponibili. Quando applicazioni e informazioni vengono affidate a un’infrastruttura esterna, diventano importanti almeno tre domande:
Dove risiedono i dati?
Chi gestisce l’infrastruttura?
In quale Paese vengono erogati i servizi?
È qui che entra in gioco il tema della sovranità dei dati. Hypergrid gestisce direttamente la propria infrastruttura cloud in Italia. I servizi vengono erogati sul territorio nazionale e i dati ospitati sull’infrastruttura Hypergrid rimangono in Italia. La rete appartiene inoltre a un Autonomous System gestito direttamente da Hypergrid. Per un’azienda significa poter conoscere sia la localizzazione delle informazioni sia il soggetto che gestisce operativamente l’ambiente sul quale applicazioni e dati vengono ospitati. Un aspetto particolarmente rilevante quando il cloud diventa parte integrante dell’infrastruttura informativa aziendale.
Sicurezza e certificazioni
Affidare server e dati al cloud richiede anche di valutare come viene protetta l’infrastruttura. Hypergrid applica al proprio ambiente cloud misure di sicurezza che comprendono protezione perimetrale della rete, autenticazione forte e possibilità di accesso attraverso VPN con autenticazione a due fattori. A questo si aggiungono certificazioni specifiche nell’ambito della sicurezza delle informazioni e dei servizi cloud, tra cui:
- ISO/IEC 27001:2022, per il sistema di gestione della sicurezza delle informazioni;
- ISO/IEC 27017:2015, relativa ai controlli di sicurezza per i servizi cloud;
- ISO/IEC 27018:2025, dedicata alla protezione delle informazioni personali negli ambienti cloud.
La sicurezza di un servizio cloud non dipende infatti da una singola tecnologia, ma dall’insieme di infrastruttura, procedure, controllo degli accessi e gestione continuativa del servizio.
yCloud e la qualificazione ACN
yCloud presenta anche una caratteristica particolarmente rilevante per il settore pubblico. Il servizio ha ottenuto dall’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale la qualifica QC1. La qualificazione ACN è prevista per i servizi cloud destinati alla Pubblica Amministrazione e viene attribuita sulla base dei requisiti definiti dalla normativa e dal regolamento nazionale per le infrastrutture e i servizi cloud. Questo consente a yCloud di essere impiegato dalle Pubbliche Amministrazioni nell’ambito previsto dal relativo livello di qualificazione, in funzione della classificazione dei dati e dei servizi che devono essere trattati.
Il tema interessa però anche le aziende private: requisiti, certificazioni e qualificazioni rappresentano elementi utili nella valutazione di un provider al quale affidare una parte della propria infrastruttura IT.
yCloud arriva anche sull’e-Shop Hypergrid
La nuova sezione yCloud dell’e-Shop Hypergrid (https://eshop.hypergrid.it/ycloud/) permette di configurare e acquistare direttamente online le risorse necessarie per creare il proprio ambiente virtuale. Il cliente può scegliere vCPU, memoria RAM, spazio disco e indirizzi IP pubblici. Le risorse acquistate formano un insieme disponibile all’interno dell’ambiente yCloud e possono essere distribuite tra le VPS create dal cliente.
La logica del servizio è quindi diversa da quella di un server preconfigurato: si scelgono le risorse da mettere a disposizione dei propri server virtuali, organizzandole in funzione delle esigenze dell’infrastruttura. Un’azienda potrebbe, per esempio, destinare una parte della capacità disponibile a una VPS che ospita un’applicazione, una seconda a un database e una terza a un ambiente di test.
Dopo la conferma del pagamento, al primo acquisto Hypergrid crea l’account yCloud con le risorse acquistate. Dal pannello yCloud il cliente può quindi creare le proprie VPS entro i limiti disponibili, mentre la gestione dei sistemi e delle applicazioni resta a sua cura. Ogni nuovo acquisto aggiunge risorse all’ambiente esistente, mentre i rinnovi mantengono quelle già acquistate. In questo modo l’accesso all’infrastruttura segue una logica modulare: si parte dalle risorse necessarie e le si organizza all’interno del proprio ambiente virtuale.
Un’infrastruttura costruita intorno ai workload
Il passaggio al cloud non deve necessariamente partire dalla domanda “quali server dobbiamo sostituire?”. Una domanda più utile può essere: di quali risorse hanno bisogno applicazioni, dati e servizi aziendali? Un nuovo applicativo può essere ospitato su una macchina virtuale. Un ambiente di test può essere creato senza acquistare hardware dedicato. Lo spazio disponibile può aumentare insieme ai dati. Nuove VPS possono essere aggiunte quando nascono nuovi progetti.
Il cloud permette quindi di costruire l’infrastruttura partendo dai workload e dalle esigenze dell’azienda. Con yCloud, Hypergrid abbina a questo modello un’infrastruttura gestita in Italia, attenzione alla sovranità dei dati, qualificazione ACN e la possibilità di acquistare direttamente dall’e-Shop le risorse necessarie per creare il proprio ambiente VPS. Quando invece le esigenze richiedono un’architettura più articolata, il team Hypergrid può supportare aziende ed enti nella progettazione e nella configurazione dell’infrastruttura cloud.
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