
In azienda, aggiornare un computer o un’applicazione può sembrare un’attività da rimandare. Un riavvio interrompe il lavoro, un software deve restare disponibile, un server non può essere fermato senza un intervento programmato. Eppure, dietro un aggiornamento rinviato potrebbe esserci la correzione di vulnerabilità che espongono dati, applicazioni e sistemi aziendali.
È proprio sull’importanza degli aggiornamenti che si concentra una comunicazione della Polizia Postale, “Aggiorna i tuoi dispositivi, proteggi i tuoi dati”. Le raccomandazioni sono rivolte principalmente ai cittadini: aggiornare i dispositivi, controllare gli accessi agli account, attivare l’autenticazione a due fattori ed evitare di condividere informazioni riservate nelle chat.
Indicazioni che assumono un significato ancora più importante nel contesto lavorativo, dove la compromissione di un singolo dispositivo può coinvolgere documenti, credenziali, servizi e attività operative. La sicurezza dei dispositivi aziendali non riguarda quindi soltanto gli aggiornamenti software, ma anche la gestione degli accessi, la protezione delle informazioni e la capacità di individuare tempestivamente le vulnerabilità.
Dispositivi non aggiornati: quali sono i rischi?
Sistemi operativi, software e applicazioni possono contenere vulnerabilità informatiche che, in determinate condizioni, permettono a un attaccante di accedere a informazioni riservate, eseguire operazioni non autorizzate o compromettere un dispositivo. Quando vengono individuate, i produttori possono rilasciare aggiornamenti di sicurezza, comunemente chiamati patch, per correggere i problemi. Rimandarne l’installazione significa, in alcuni casi, mantenere esposti i sistemi a vulnerabilità già conosciute e potenzialmente sfruttabili.
Il problema non interessa soltanto i computer degli uffici. Devono essere considerati anche notebook utilizzati da remoto, smartphone aziendali, server, firewall, dispositivi di rete e applicazioni accessibili attraverso Internet. Pensiamo, per esempio, a un servizio utilizzato dai dipendenti per collegarsi da remoto alla rete aziendale. Se presenta una vulnerabilità sfruttabile e non viene aggiornato, potrebbe rappresentare un possibile punto di ingresso per un attaccante. Lo stesso rischio può interessare un dispositivo di rete con firmware obsoleto o un’applicazione che non riceve più aggiornamenti dal produttore.
Aggiornare regolarmente i sistemi è dunque una misura di prevenzione, ma nelle aziende gli interventi devono essere pianificati. Occorre conoscere i dispositivi presenti nell’infrastruttura, verificare quali aggiornamenti siano disponibili e stabilire le priorità in base alla gravità delle vulnerabilità e all’esposizione dei sistemi. Per le applicazioni più importanti possono essere necessari test di compatibilità e finestre di manutenzione, così da ridurre il rischio di interruzioni. Una particolare attenzione va riservata ai software non più supportati: quando terminano gli aggiornamenti di sicurezza, può diventare necessario pianificarne la sostituzione o adottare misure di protezione aggiuntive.
Account e credenziali: proteggere gli accessi
Un altro punto evidenziato dalla Polizia Postale riguarda il controllo degli accessi agli account. Verificare i dispositivi collegati, riconoscere eventuali sessioni sconosciute e proteggere le credenziali sono precauzioni fondamentali anche nel lavoro quotidiano. In azienda, infatti, un account compromesso può consentire l’accesso alla posta elettronica, a documenti condivisi, applicazioni gestionali o risorse disponibili attraverso la rete.
Una password sottratta con un attacco di phishing, oppure utilizzata anche su altri servizi, può offrire a un malintenzionato la possibilità di autenticarsi utilizzando le credenziali di un dipendente. Per ridurre questo rischio è importante adottare l’autenticazione multifattore (MFA), che richiede una verifica aggiuntiva rispetto alla password. Non elimina ogni possibilità di compromissione, ma rende più difficile l’accesso non autorizzato quando le credenziali vengono sottratte.
La gestione degli account deve comprendere anche il controllo delle autorizzazioni. Un collaboratore che cambia mansione potrebbe non avere più bisogno di determinati privilegi, mentre gli account delle persone che lasciano l’azienda devono essere disattivati secondo procedure definite. Altrettanto importante è verificare periodicamente le sessioni attive e i recapiti utilizzati per il recupero degli account, prestando attenzione a modifiche o accessi non riconosciuti.
Attenzione alle informazioni condivise
La comunicazione della Polizia Postale richiama anche un’abitudine molto diffusa: utilizzare le chat come promemoria, conservandovi password, codici di accesso, fotografie di documenti e altre informazioni riservate. In azienda situazioni simili possono verificarsi quando si inviano credenziali ai colleghi, si condividono documenti attraverso account personali o si utilizzano applicazioni di messaggistica non autorizzate per scambiare informazioni di lavoro.
Il rischio non dipende necessariamente dalla sicurezza della piattaforma utilizzata. Se un account o un dispositivo viene compromesso, anche le informazioni conservate nelle conversazioni potrebbero diventare accessibili a persone non autorizzate. Un problema ulteriore riguarda la difficoltà di controllare dove siano stati trasferiti i documenti e chi possa consultarli, soprattutto quando vengono utilizzati strumenti esterni a quelli previsti dall’azienda.
Non significa rinunciare alle chat o alle applicazioni di collaborazione. Significa definire modalità appropriate per condividere le informazioni, utilizzare strumenti autorizzati e adottare sistemi dedicati alla gestione delle credenziali. Sono indicazioni che devono essere conosciute da tutti i collaboratori, non soltanto da chi si occupa dell’infrastruttura informatica.
Backup: proteggere i dati e poterli recuperare
Tra i suggerimenti della Polizia Postale compare anche quello di effettuare un backup prima di liberare spazio sui dispositivi per installare gli aggiornamenti. Per un’azienda, tuttavia, il backup assume un ruolo molto più ampio. Non serve soltanto a conservare una copia dei documenti, ma rappresenta uno degli strumenti necessari per recuperare dati e sistemi dopo un guasto, una cancellazione accidentale o un incidente informatico.
Immaginiamo un server che smetta improvvisamente di funzionare oppure un attacco ransomware che renda inaccessibili i file utilizzati quotidianamente. In queste circostanze, la disponibilità di copie utilizzabili può contribuire a ridurre l’impatto dell’incidente e a riprendere le attività. Avere un backup, però, non significa automaticamente essere in grado di ripristinare i sistemi nei tempi necessari.
Occorre definire quali dati proteggere, con quale frequenza effettuare le copie e per quanto tempo conservarle. È importante prevedere anche adeguate protezioni contro modifiche e cancellazioni non autorizzate, ricorrendo quando opportuno a backup immutabili o copie isolate. Non meno importante è verificare periodicamente il funzionamento delle procedure di ripristino. Un backup mai controllato potrebbe rivelarsi inutilizzabile proprio nel momento in cui diventa necessario. La strategia deve quindi essere progettata considerando le caratteristiche dell’infrastruttura e le esigenze di continuità operativa dell’impresa.
Prevenire significa conoscere le vulnerabilità
Gli aggiornamenti software rappresentano una componente essenziale della cybersecurity aziendale, ma non sono sufficienti da soli a garantire la protezione dell’infrastruttura. Anche sistemi aggiornati possono presentare configurazioni deboli, servizi inutilmente esposti su Internet, autorizzazioni eccessive o altri problemi di sicurezza. Per questo è importante sapere quali dispositivi siano presenti in azienda, quali applicazioni siano accessibili dall’esterno e quali sistemi gestiscano informazioni importanti.
Uno degli strumenti utilizzati per queste verifiche è il Vulnerability Assessment, un’attività che permette di individuare vulnerabilità note e configurazioni deboli all’interno di un perimetro definito. L’analisi consente di conoscere meglio le possibili esposizioni e di stabilire le priorità di intervento, considerando non soltanto la gravità delle vulnerabilità, ma anche il ruolo e l’importanza dei sistemi coinvolti. Il Vulnerability Assessment non va confuso con un Penetration Test, che ha l’obiettivo di verificare, attraverso prove autorizzate e controllate, se determinate debolezze possano essere effettivamente sfruttate. Le verifiche dovrebbero essere ripetute periodicamente e dopo cambiamenti significativi dell’infrastruttura. Nuove vulnerabilità vengono scoperte nel tempo e l’introduzione di ulteriori servizi può modificare la superficie esposta agli attacchi.
La sicurezza aziendale richiede e attenzione
Le raccomandazioni della Polizia Postale ricordano quanto i comportamenti quotidiani possano incidere sulla sicurezza digitale. Nel contesto aziendale, però, la responsabilità non può essere lasciata esclusivamente ai singoli dipendenti. Aggiornamenti, controllo degli accessi, backup e verifiche delle vulnerabilità devono far parte di una gestione continuativa, accompagnata da procedure chiare e attività di formazione. Hypergrid supporta le imprese attraverso servizi di Vulnerability Assessment e Offensive Security, soluzioni di autenticazione a due fattori, backup aziendale e corsi di sensibilizzazione alla sicurezza informatica disponibili su Hypergrid Academy.
Sono strumenti e attività che possono essere integrati in una strategia di protezione definita in funzione delle caratteristiche e delle necessità dell’impresa. La sicurezza dei dispositivi aziendali non si esaurisce nell’installazione di un aggiornamento. Richiede di conoscere i propri sistemi, individuare le debolezze, proteggere gli accessi e verificare nel tempo l’efficacia delle misure adottate.
Vuoi valutare la sicurezza della tua infrastruttura IT? Il team Hypergrid è a disposizione per analizzare le esigenze della tua azienda e individuare gli interventi più appropriati. Puoi chiamarci al numero +39 0382 528875, scriverci all’indirizzo info@hypergrid.it, visitare il nostro sito https://hypergrid.it, o più semplicemente, cliccare il pulsante qui sotto per prenotare un appuntamento online gratuito con il nostro team.
Devi effettuare l'accesso per postare un commento.